CHI LA SPARA PIU’ GROSSA? GRILLO O MENTANA?

E’ vero: a volte Beppe Grillo le spara grosse e urla, disturbando le signore per bene.

Tuttavia mi chiedo se quelle cose le avesse dette con garbo, misura, e senza provocatoria ironia, qualcuno lo avrebbe ascoltato e seguito? Quanti scandali sono stati riportati dai quotidiani e certe TV  negli ultimi trent’anni di cui si è parlato il tempo necessario per passare a quello successivo senza che nulla sia cambiato?

Ancora oggi basta aprire il Fatto Quotidiano (che di fatto sta prendendo il posto della svenduta e svilita La Repubblica) per aggiornare il catalogo di malasanità, malaffare, malgoverno, corruzione, estorsione legalizzata della grande distribuzione e delle “utilità” (luce, gas, radio-TV, autostrade, autogrilli, benzina, telefonia e via cantando) grazie a fortissimi e finanziatissimi gruppi di pressione, per capire che la comunicazione deve effettivamente comunicare e non essere brusio di fondo che accompagna le nostre vite.

Per questo non mi ha convinto e non mi è molto  piaciuta la violenta “passerella” che

il mio direttore di TG preferito, Enrico Mentana, si è concesso nella sua edizione di ieri sera. Perché se è vero che Grillo l’ha sparata grossa, alla ricerca di un’eccesiva sintesi mediatica d’effetto, è anche vero che l’opinione generale diffusa in profondità tra tutti i cittadini è che i mezzi di comunicazione sono quasi sempre troppo rispettosi del potere e che troppi giornalisti “tengono famiglia” e tengono rapporti molto, molto, amichevoli con i potenti di ogni natura. Così come è vero che la proprietà di giornali e TV è nelle mani dello stesso potere che tende (inevitabilmente) a conservare se stesso. Così come è vero e che i gruppi economici più potenti investono somme assurde per spazi pubblicitari di bassissima resa economica pur di aver voce nei confronti degli editori. Quelli che corrispondono laute retribuzioni ai giornalisti. Giornalisti che troppo spesso dimenticano che il loro stipendio lo corrisponde la società editrice ma lo pagano i lettori, senza i quali la pubblicità non arriverebbe. Nemmeno quella istituzionale come quella di “Autostrade” perché quel giornale e quella TV senza lettori, non avrebbe più la forza necessaria a plasmare l’opinione pubblica.

Quando vediamo intere pagine di pubblicità di Autostrade o Finmeccanica ci domandiamo di quanto fanno aumentare il loro traffico o le loro commesse industriali? La risposta è: zero o molto vicina a zero.

L’aumento del fatturato di Autostrade è garantito anno dopo anno da leggi truffaldine approvate dal nostro parlamento. Leggi che nessuno osa mettere in discussione. Idem per molte, troppe, società per azioni infiltrate dai partiti. Monte Paschi insegna.

In conclusione mi chiedo che senso abbia la sparata di Mentana? Davvero pensa che la sua querela per diffamazione abbia un senso e un seguito? Ma non ha un mediocre avvocato che gli dica che la diffamazione è un reato contro una persona chiaramente identificabile e che la “sparata” di Grillo rientra pienamente nella libertà pensiero e parola garantito dall’articolo 21 della Costituzione su cui si basa proprio la libertà di stampa?

Ne ha di bravi avvocati. E come! La risposta porta allora a un’ipotesi: che stia pensando anche lui di salire (o scendere) in politica?

Dott. Giancarlo Perini.
Gennaio 5, 2017

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